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Ferrari 288 GTO

Ferrari, la storia infinita.
(English version below)

Sei anche tu uno di quelli che, per modo di dire, sono infastiditi da ciò che Ferrari è oggi? Miliardari in cerca del ventitreesimo giocattolo per il proprio garage, banchieri alla disperata ricerca di farsi notare rispetto al collega con l’ufficio più grande e donne in carriera dagli occhi a mandorla con 4000 occhiali a mosca ma con evidente bisogno di cibo.

Allora forza, vieni con me, ti porto a fare un giro nei favolosi anni ’80. Verso la fine degli anni ottanta l’Italia era chiaramente un posto da sognare. Non per il cappuccino in un tramonto sognante, gli italiani bevono il cappuccino solo a colazione! Quel che intendo è un onesto, sincero, profondo, – sai di cosa sto parlando – amore. Amore per un paese che ha combattuto gli spiriti del passato, economicamente forte e ambizioso nel stare al passo con gli altri senza però mai vendere la propria anima e con una immutabile attitudine nel godersi la vita. È mai stata l’Italia davvero tutto ciò? Sì, certo che lo è stato.

Questo è il paese che ha costruito la 288 GTO. Enzo non aveva pari al mondo e se vi siete chiesti come immaginasse il suo pensiero stravaganti gare da Rally, beh eccovi accontentati. La GTO era intesa, e non dirò nulla a proposito della parola Omologazione in GTO, come una macchina da corsa del gruppo B. Di proposito o meno, forse a quel tempo la Ferrari aveva bisogno di ulteriore liquidità nel proprio conto corrente, non conta. La storia che raccontavano ai propri clienti era questa: ragazzi, desideriamo dare una smossa al campionato di Rally del gruppo B, per cui dateci i vostri risparmi e noi vi diamo questa bestia.

Testarossa? Andiamo! Davvero, starete scherzando… Sembra assomigliare a un rasoio. F40? Nient’altro che una esagerazione della 959 e una frettolosa improvvisazione per prendersi una rivincita da bambino ostinato.

La GTO lo è! Immagino cosa starete pensando; Sembra essere quasi come una 308 gonfiata, ma non lo è. Non lo è affatto. Al contrario la vera 308 è la GTO! Intendo dire questo: quando il maestro Pininfarina disegnò i primi schizzi della macchina che poi diventò la 308 aveva usato le proporzioni che poi diede anche alla GTO. Non fu colpa sua se poi Ferrari li andò a modificare creando una versione più snella, e dall’aspetto meno pesante. Enzo, disse Sergio: “Ti do il design di questa decade, datti da fare e rendi questo sogno realtà. Ingrandiscila un po’ e, in nome di Dio, rendila più larga e caricala con un bel po’ di potenza”. “Ora ci siamo capiti”, disse Enzo.

Ferrari, the never ending story.
You might be, well, irritated by what Ferrari seems today: the car for billionaires looking for the 23rd garage toy, bankers in desperate need to distance themselves from the guy with the bigger office or malnourished Chinese ladies wearing 4,000 bucks sun glasses.

Be patient and come, come with me and I’ll take you for a trip to Italy in the Eighties.
Almost three decades ago Italy was a place of dreams. Not the Cappuccino in the sunset dream. I mean honest, real, been there, know what I’m talking about love. I mean the deep love for a country that had fought the spirits of the past, was economically successful and ambitious. All this, however, without ever selling its soul but an indestructible will to enjoy life at its fullest. Did that Italy ever exist? Yes. Yes, it was!!

This is the country that built the 288 GTO. Enzo still ruled the world and if he fancied some Rallye racing, then off he went! The GTO was, and this goes without mentioning the word Omologanzione in GTO, intended to be a Group B racing car. It may have indeed been so or maybe Ferrari just needed some liquidity for their bank accounts, either way, it doesn’t matter. The story they sold to their customers was: guys, we want to stir up the Group B Rallye Championship, so give us the pennies you saved and we’ll give you this beast.

The Testarossa? Come on. Come oa-an, you cannot be serious. It looks like a shaver.
F40? What else is it but an overreaction to the 959 and a very quick improvisation to hit back like a defiant child?

The GTO is it! I can hear you thinking. You feel it looks like a blown-up 308. It doesn’t! It doesn’t! The real 308 is the GTO. What I’m saying is: when master Pininfarina did the drawings for the car that became the 308, he used the proportions he eventually gave to the GTO. It wasn’t his fault that Ferrari made a slim, a little bit too narrow weight watcher’s version of it.
„Enzo“, said Sergio. „I gave you the design of this decade, so come on and make it real. Make it bigger and, in Christ’s name, make it wider and give it some real power.“
‘Now we’re getting there“, said Enzo.


4 responses to Ferrari 288 GTO

  1. Only 272 built and the first series car that reached 300 km/h, as I just read.
    Impressive design!

  2. The Testarossa a shaver?
    I shall protest in the strongest terms! 😉

  3. una vera bellezza, tutte i due 288 e 308/328

  4. It’s amazing how these little differences in length and width between 308 and 288 create an entirely different appearance.

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